Artusi 200 anni e non sentirli…

Artusi e due secoli di sapori Italiani

Artusi, o meglio Pellegrino Artusi, è considerato il padre della Patria a Tavola, grazie al suo libro di cucina cha ha avvicinato gli italiani dell’allora nascente Stato, fra loro molto più di tanti proclami e leggi.

Artusi, del quale ricorre in questo 2020, anno bisesto, il duecentesimo dalla nascita, chi era (costui)?
Artusi, nomato Pellegrino, nonostante il trascorrere del tempo, è universalmente considerato il padre della cucina italiana, in quanto seppe coniugare cibo e letteratura in quel ricettario di gastronomia, scritto con scorrevole e simpatica narrativa in perfetto idioma italico, intitolato La Scienza in Cucina e l’Arte di mangiar bene che dovrebbe far bella mostra di sé in tutte le librerie o mensole (in cucina e non) tricolori…

Artusi, per primo, ebbe l’idea di riunire tante tipiche pietanze regionali nell’opera sopra citata e che divenne (ed è ancor oggi) una delle pietre miliari della letteratura italiana, grazie a un lavoro davvero bifronte (aut double face): in cucina con le ricette e attraverso la conoscenza letteraria dell’autore che favorì l’unificazione degli Italiani, sia a tavola sia nella formazione linguistica.

Artusi, nonché Pellegrino, era nato il 4 agosto 1820 a San Ruffillo di Forlimpopoli, in provincia di Forlì, da Agostino, danaroso mercante, e da Teresa Giunchi, donna di buona famiglia: uomo di cultura, critico letterario, patriota, scrittore, igienista, gastronomo, trascorse la sua vita fra Romagna e Toscana (per la precisione visse per trent’anni a Forlimpopoli e sessantuno a Firenze dove scrisse il suo famoso trattato di gastronomia) e chissà che cosa avrebbe detto di Expo 2015 dedicata al cibo e all’alimentazione sotto la supervisione della mascotte Foody.
Artusi ha legato la sua popolarità imperitura del
suo semplice e descrittivo manuale di cucina inizialmente composto da 475 ricette (arrivate nelle edizioni successive fino a 790), che spaziavano dagli antipasti (da lui battezzati Principii) ai i liquori, passando per tutto ciò che si trova in mezzo a questi due poli, lungo un vademecum che lui stesso definì alla portata di tutti, purché fossero in grado tenere in mano un mestolo; si trattò (e trattasi) di un vero e proprio best seller (ante litteram) che, con il trascorrere degli anni, e le numerose ristampe, raggiunse una grandissima diffusione conquistando la massa popolare, sino a divenire il testo gastronomico dell’Italia Unita, il ricettario di casa, un prezioso scrigno di gioielli dal quale trarre ispirazioni e suggerimenti, tanto da divenire con l tempo il libro più letto dagli italiani in compagnia di Pinocchio, de I Promessi Sposi e di Cuore.

Artusi lasciò questa vita, per entrare nella leggenda, nella cultura e nell’immaginario collettivo italico ed entrare nell’Olimpo dei Geni in buona compagnia (per esempio di Leonardo da Vinci con i suoi Alberi e Piante Frattali) il giorno 30 marzo 1911 a un tiro di schioppo, come si suol dire, dalla Grande Guerra.

Anno bisestile 2020 anno Domini

Expo a due e quattro zampe

Piante e social network

Leonardo astronomo precursore di Newton?

Gli alberi frattali by Leonardo da Vinci (I)

Frattali e alberi by Leonardo da Vinci (II)

Alberi frattali by Leonardo da Vinci (III)

3 novembre fine della guerra?

Fonti

https://ilreporter.it/sezioni/rubriche/cera-una-volta-firenze-artusi/pellegrino-artusi-200-anni-ma-non-li-dimostra/

https://it.wikipedia.org/wiki/Pellegrino_Artusi

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