I Miti del Sistema Solare

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I Miti del Sistema Solare

I miti del Sistema Solare sono un argomento interessante perché i principali corpi celesti del nostro Sistema sono legati alle tante divinità che popolarono l’immaginario ellenico (e romano che al primo era legato a filo doppio, al punto che le divinità greche si trasfusero in quelle dei Latini in un lungo abbraccio secolare).

I miti partono dal centro del nostro sistema, dove incontriamo la stella che ci regala, giorno dopo giorno, luce e calore: il Sole, il Dio Elio (figlio dei titani Iperione e Tea) dalla bellezza sfolgorante e che, con il suo occhio di luce che percorreva il cielo da oriente verso occidente. Talvolta identificato anche con Apollo (figlio a sua volta di Zeus e Leta), compiva le sue corse celesti su un carro trainato da destrieri dorati.

Fetonte e il primo veicolo solare (I)

Veicolo solare nell’antica Grecia (II)

Lasciata la stella del giorno e bypassato il pianeta fantasma Vulcano (dedicato ad Efesto, figlio della coppia reale dell’Olimpo e fabbro degli dei)

Vulcano dall’Olimpo a Star Trek

con i nostri miti incontriamo Mercurio, il Dio Hermes, figlio di Giove e della Pleiade Maia. Data la sua grande vicinanza al Sole, il pianeta si muove così velocemente in cielo che fu soprannominato il messaggero degli dei. Il corpo celeste successivo che incontriamo è Venere, l’astro della sera o del mattino dalla fulgente luce. Pianeta dedicato ad Afrodite, dea della bellezza, nata sulle coste dell’isola di Cipro dalla schiuma marina fecondata dal seme dell’evirato Urano (vedi sotto).
Dopo Venere giungiamo a casa, sulla Terra, il pianeta della Dea Gea, che prese forma dal Chaos originario e dall’alternarsi del giorno e della notte. Intorno alla Terra ruota il nostro satellite naturale, la Luna

Poesia e Luna con Eclissi

dalla triplice forma e mistero con i relativi miti: la vergine Diana (Artemide), con il suo arco da caccia, è la falce crescente, Selene la Luna Piena, e la triste Ecate la Luna Nuova. Il mito di Selene è legata in particolare ad Endimione il giovane e bel pastorello amato dalla dea mentre era nel sonno e che, da quel giorno, vive addormentato, in trance per l’eternità in attesa che, notte dopo notte, Selene vada a trovarlo.

Carnevale, Pasqua e Luna (parte IV)

Lasciato il sistema Terra-Luna, ecce il pianeta rosso Marte

Marte e bufale spaziali

dedicato al dio della guerra Ares, dove campeggia il maestoso Monte Olimpo.

Marte Vulcano (6/1) dal pianeta rosso con eruzione…

 

Monte Olimpo Vulcano (6/2) da Marte con eruzione…

Il suo colore cremisi lo fece infatti associare alla lotta ed al sangue. Figlio di Giove e Giunone, è accompagnato in cielo da Phobos e Deimos, i due destrieri del carro che usava in battaglia.

Archiviato Marte, ci si imbatte nella grande fascia degli asteroidi o pianetini, uno sterminato esercito di corpi irregolari che si trovano fra il pianeta rosso e Giove. I più grandi fra questi corpi hanno il nome di personaggi della mitologia greca: fra questi ricordiamo Cerere (la dea delle messi Demetra) oggi pianeta nano, Pallade (un appellativo della Dea Atena o Minerva), Giunone (l’onnipresente moglie di Zeus), Vesta (la dea della famiglia nell’antica Roma), Ebe (figlia di Giove e Giunone e dea della giovinezza) ed Iride (figlia della Pleiade Elettra e Taumante e personificazione dell’arcobaleno).

Abbandonati gli asteroidi incontriamo il pianeta Giove, il più grande fra i pianeti del Sistema Solare dedicato al padre degli dei, figlio di Saturno e Rea. Il pianeta gigante è circondato da molti satelliti, ed i quattro più grandi sono dedicati ai suoi grandi amori: Io, Europa, Ganimede e Callisto. Un altro satellite ricorda in cielo Amaltea, la nutrice del padre degli dei e un altro ancora la bella Elara.

Lasciato Giove ecco Saturno, il pianeta degli anelli, che rappresenta in cielo il citato padre di Giove, da lui sconfitto nella lotta per conquistare il monte Olimpo (quello terrestre però). Saturno (o Crono) era un titano, e proprio Titano è il nome del più luminoso fra i suoi satelliti. E ancora ai Titani ed ai Giganti che lo aiutarono nelle celebri lotte contro la nuova stirpe Olimpica, sono dedicati alcuni satelliti del pianeta. Fra questi ricordiamo Dione), Encelado, Giapeto, Iperione, Mmas (Mimante), Teti, mentre una luna è dedicata alla sfortunata moglie di Crono, Rea.

Dopo Saturno si incontra suo padre Urano (il Dio Cielo), sposo di Gea ed evirato dal figlio quando ne prese il posto sull’Olimpo. Prima di lasciare il posto a Saturno, lanciò una maledizione. Predisse che anch’egli sarebbe stato spodestato da un suo discendente, e fu così che Crono prese a divorare i suoi figli onde evitare che la profezia si avverasse. Lasciato Urano, ci si imbatte in Nettuno, pianeta dedicato a Poseidone, fratello di Giove e re del mare. Dalle profondità del Sistema Solare, Nettuno fa ondeggiare il suo tridente verso i propri satelliti Tritone (dedicato a suo figlio creatura per metà uomo e metà pesce) e Nereide (dedicato alle ninfe di cui faceva parte la moglie Anfitrite). Dopo Nettuno, ultima fermata del Sistema Solare mitologico a Plutone, il Dio Ade anch’egli fratello di Giove e signore degli Inferi, luogo riservato alle anime defunte. Intorno a Plutone Pluto orbita il satellite Caronte, che aveva il compito di traghettare le anime oltre il fiume Acheronte per portarle nell’Oltretomba. Va però ricordato come dal 2006 il nostro Plutone Pluto sia stato declassificato o riclassificato pianeta nano.

Prima di volare verso le stelle, vale la pena di ricordare Chirone, un corpo dalla doppia natura, una specie di mix fra cometa

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(uno degli spettacolari corpi ghiacciati che avvicinandosi al Sole lasciano dietro di sé la celebre e spettacolare coda di gas) ed un asteroide. La doppia identità di questo corpo celeste crea un interessantissima connessione mitologica, essendo Chirone un centauro, la mitica creatura metà uomo e metà cavallo.

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Photo by Luigi Viazzo with Huawei P8 Lite via Instagram

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